Non essere discriminatori, essere inclusivi, rispettare gli altri e le loro opinioni anche quando non condivise, non essere razzisti, non essere estremisti, non essere attaccabrighe, non essere violenti, tutti comportamenti che la scuola, ma i miei genitori soprattutto, mi hanno insegnato fin da piccolo.

Da questi insegnamenti ne è scaturito il mio carattere, il mio modo di esprimermi e di comportarmi, il rispetto delle regole, il cercare di capire e rispettare le opinioni di tutti.
E le stesse cose ho insegnato ai miei figli nella speranza che l'insegnamento sia stato acquisito.

Ora vedo un dibattito quotidiano su femminicidi, omofobia, fascismo, razzismo, violenza, gender ecc. ma quello che mi dispiace è che il massimo dibattito non sta nella sostanza (ovvero reprimere e non tollerare assolutamente comportamenti violenti ed illeciti), ma intolleranza sulle espressioni, sulla forma e sulle opinioni.

'Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente'.
Che questo aforisma sia effettivamente di Voltaire mi sembra abbastanza ininfluente ma lo trovo assolutamente condivisibile ed alla base del concetto di libertà.

A una certa tolleranza sulle idee e gli scritti, dovrebbe a mio parere contrapporsi invece l'intransigenza sulle azioni.
Sia chiaro l'incitazione a compiere illeciti non è l'espressione di un opinione ma una incitazione a delinquere quindi questa va perseguita ma se è una opinione personale che non spinge a compiere illeciti va rispettata.

Ricordo la testata di Zidane ... c'è chi ha avuto il coraggio di giustificarla, gli assalti di gruppi estremisti, invasioni di altri paesi, la violenza non va mai giustificata e su quello occorre intransigenza.
Non esiste il 'sbagliato ma' esiste il giusto e il sbagliato, è sbagliato proclamare una guerra ma anche rubare un sacchetto di patatine, anche se sei affamato.
Si può essere comprensivi ma un conto sono le azioni un conto le opinioni.
I furti in Italia sono considerati 'reati minori' di fatto non perseguiti (anche se poi magari un anziano muore di paura trovando un estraneo in salotto), e su questo nessuno a far battaglie, ma se uno lo riprende con la telecamera senza il cartello 'apriti cielo'.
E'ora di smetterla con la tolleranza degli illeciti e il garantismo di facciata.
Tolleranza sulle idee, sono i reati che vanno perseguiti, penso sia alla base di una convivenza civile.

Il paradosso è che in tanti casi vedo molto più l'intolleranza di chi attacca le espressioni, rispetto a chi le ha scritte o dette.
E le battaglie per il rispetto delle regole 'reali' sembrano prese di posizione forcaiole.
Basta che poi uno sostenga la tesi di una parte politica ecco che diventa un fascista o un bolscevico ecc. ecc.
Questa si chiama 'intolleranza' un concetto che sembra dimenticato.

Se sento uno bestemmiare mi dà fastidio e cerco di farglielo capire, ma ho visto in veneto persone anziane che lo vivono come intercalare del loro linguaggio, mi urta ma lo tollero, cerco di capire.
Il problema non sono le parole che si usano ma il modo, le finalità, il contesto in cui vengono dette.
Uno può dire bravo per dire bravo o per darti del deficente, la parola è la stessa ma il modo in cui la dice magari fa la differenza.

Certe parole sono diventeate inpronunciabili, faccio l'esempio di una parola 'negro' che oggi è vista in modo dispregiativo.
Evito di usarla proprio perchè oramai è vista con un significato di questo tipo, ma per anni non aveva quella connotazione dire nero, giallo, bianco, non doveva avere nulla di discriminatorio.
Se parlando delle popolazioni indigene Piero Angela l'avesse usata, non mi avrebbe scandalizzato minimamente.
E'come un coltello, se ce l'ho in macchina che sono andato a farlo affilare è diverso dal girare per strada col coltello bello in vista tra le mani.

Per non parlare di coloro che leggono fatti, scritti, film di anni fa con l'occhio di oggi con censure assurde.

Cosa dovrei dire oggi del Vecchio Testamento che incoraggiava stermini ecc.
Anche la Chiesa che non è certo progressista ha imparato a leggere i sacri scritti nel contesto di oggi.
Altre religioni, Testimoni di Geova, Mussulmani ecc.. non lo hanno fatto, e i risultati sono l'intolleranza e la giustificazione se non l'istigazione alla violenza.

Uno può avere idee che ritengo stupide o anche meritare disprezzo, ma se sono opinioni personali e non istigano a compiere reati perché attaccarle.

Sono peggio i videogiochi ultraviolenti che educano i bimbi con squartamenti di persone, ma quelli vanno bene.
Per queste cosa occorre combattere, non per i garantismi, i formalismi, le desinenze.
Le donne vanno rispettate ma non è che dicendo 'la calciatora' al posto di 'il calciatore' dimostri il rispetto per una donna.
Oramai sento criticare persino le favole che ci hanno insegnati da bambini o il film di Bambi, l'uso delle bambole da parte delle ragazzine e dei soldatini dei bimbi.

Insomma per tutti gli appassionati del politacamnente corretto
Carissim* andate a fare un 'sederino'!