Informatica e i mega-annunci di grandi innovazioni

Ero uno di quelli che bazzicava nei nodi Fido sulle usenet dell’era pre-Internet e ho vissuto l’informatica del VAX Digital, del 3090 IBM o semplicemente del 8086.

Ma da allora ad oggi quante aziende ‘vincenti’ sono scomparse o quasi, qualche nome nell’hardware Amiga, Commodore, ecc. nel software Aston-Tate, CA, Lotus ecc. ecc. programmi che si consideravano strepitosi (ricordate ad esempio Framework?).
E quanti annunci ‘mirabolanti’ giacciono nelle montagne di carta nei cestini le promesse dell’intelligenza artificiale e tutto il resto.

Cosa penso di aver imparato in questi anni, ho imparato lo scetticismo e vivo l’innovazione come tale solo se soddisfa davvero dei bisogni e non cerca di generarli.
Il computer hardware e software nasce per risolvere un problema con il miglior rapporto prezzo, prestazioni, semplicità, l’utente a questo deve tornare a usare il PC per raggiungere i propri obiettivi nel modo migliore.

Con i bisogni piuttosto stabilizzati l’Open Source comincia a soddisfarli per la gran parte, la condivisione della conoscenza di Internet ha generato uno stravolgimento che deve ancora esprimersi a pieno.

Siamo sommersi da annunci mirabolanti che favoleggiano bisogni che non abbiamo, ma la gente comincia a capirlo.

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