La tecnologia nel paese dei pezzi di carta

Voglio condividere un esperienza che la dice lunga sulla situazione del nostro sventurato paese.

Tornando a Ferrara da Lugo di Romagna vengo fermato in un paesino da una pattuglia dei carabinieri.

Sono un autista scrupoloso (a oggi ho 30 punti sulla patente), non vengo fermato per un infrazione ma per un semplice controllo.

Dopo qualche minuto l'ufficiale mi contesta di non aver fatto la revisione.

Io ho memoria zero, e mi scrivo tutto, apprendo la cosa con stupore anche perché sono iscritto al portale dell'automobilista con l'applicazione IPatente che mi avverte se una revisione sta per scadere.

La pattuglia quindi mi indica sul foglio che non ho la revisione e mi redige un verbale (15 minuti a prepararlo) di 160 Euro devo dichiarare il percorso per tornare a casa e poi fermare il mezzo fino alla revisione.

Poco convinto della cosa decido di entrare nel programma del mio palmare per scoprire che invece la revisione era stata fatta per tempo e scadeva nel 2016, quindi mancava l'adesivo sul libretto ma la revisione c'era.

Premesso che IPatente si collega direttamente al database del ministero e quindi il dato era incontrovertibile, a questo punti i carabinieri telefonano in centrale ad un loro collega che accenda il PC e vada a controllare.

Effettivamente (ma non avevo dubbi) era come dicevo io.

Annullano quindi il verbale e comincio a pensare come possa essere che non ci sia il famigerato 'adesivo'.

Poco dopo ho scoperto che chi mi ha fatto la revisione l'aveva messo assieme alle carte del libretto ma senza attaccarlo, problema risolto e caso chiuso.

Cosa mi ha insegnato questa 'parabola':

Premesso che IPatente è un servizio fatto davvero bene e comodissimo, è come avere una Ferrari e darla ai Flinstones che fanno un buco nel pavimento per farla avanzare con i piedi.

Se ci posso entrare io e chiedere la situazione della mia targa perché non ci possono entrare i carabinieri e chiedere tutte le targhe che vogliono?

Se poi vedono che la revisione non c'è generano il verbale (in pochi secondi) e te lo stampano, con dati ufficiali e senza bisogno di trascrizioni di moduli e passaggi di mano pericolosi successivi (mi fanno firmare su un palmare o un tablet e finita lì).

Lo stesso pattacchino sul libretto non ha praticamente più senso (perchè spendere per inviarlo, trasferirlo ecc. ecc.), tanto il ministero già sa se hai o no fatto la revisione (e in modo ufficiale), visto che chi fa le revisioni comunica tutto telematicamente.

I carabinieri per verificare se ero in regola si fidavano di un pezzo di carta (che poteva anche essere falso).

Io con un palmare da 150 euro in due minuti ho potuto controllare (al ministero) la mia situazione (e loro negli stessi due minuti avrebbero potuto controllare se ero in regola anche con il bollo di circolazione, cosa che oggi eventualmente ti contestano dopo due anni).

La pattuglia per fare lo stesso controllo ha dovuto chiamare in centrale e far accendere un PC.

La pattuglia di due persone ha lavorato per me quasi 45 minuti. Nello stesso tempo ne avrebbero controllati 10.

Delle volte il problema non sono le tecnologie ma procedure del cenozoico che non tengono conto non solo di quello che si potrebbe avere ma anche di quello che si ha già.

 

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