2014 L'anno della fine della privacy

Volendo fare un bilancio dell'anno direi che con la diffusione degli Smartphone, l'espansione di Facebook e Whatsapp, le rivelazioni al grande pubblico della questione NSA, questo è l'anno in cui la parola privacy ha perso quasi completamente significato.

Con l'accoppiata Facebook/Whatsapp la schedatura è completa, conoscevano i vostri volti e le vostre abitudini, ora con il vostro numero di telefono regalato a Wathsapp per i loro servizi, sanno anche dove sei, che tu sei tu, cosa comunichi e con chi.

E in questa situazione di profilazione assoluta (attenzione, non tanto da parte di enti governativi per presunti 'motivi di sicurezza', quanto da società private) in Italia cosa si fa?

Si multano società per non aver scritto in modo corretto sul sito l'informativa sulla privacy (che nessuno ha mai letto), si mandano a casa le stampe delle telefonate fatte con il tuo telefono e che paghi con gli asterischi ecc.
Se hai un conto in banca ti fanno fare 30 firme per aprirlo su un testo illeggibile dai non addetti ai lavori.

Insomma il nostro è un paese di IPOCRITI!

Non guardiamo il dito e non la luna, guardiamo l'unghia e non il sole!

Dietro l'assoluta impotenza di agire su questo fronte chi ci governa si attacca a piccole cose praticamente irrilevanti per dire che si è fatto qualcosa.

Tutti gli adempimenti sulla privacy sono orpelli che oggi vanno più a nostro discapito che a nostro vantaggio.

Inutile attaccarsi a cose che è estremamente difficile far rispettare con adempimenti formali inutili e dannosi, meglio poche regole certe!
E soprattutto cerchiamo di colpire i comportamenti certamente dannosi.

Il problema è che sono estremamente difficili da fissare e si possono fissare solo su aspetti specifici.

Non voglio che nessuno mi telefoni per offerte promozionali.

Non voglio che nessuno mi mandi offerte promozionali per Email.

Non voglio che un programma che installo ne installi altri che non siano parte essenziale per il suo funzionamento (anche se mi chiede il consenso o non glielo nego).

Se voglio disiscrivermi da un sito lo devo fare con un tasto/link accanto a quello che mi permette l'iscrizione (senza ulteriori adempimenti) e si deve portare dietro tutto, profilo, post sui forum e tutto il resto.

I miei dati medici sensibili ed altro devono stare all'interno dell'azienda di cui voglio avvalermi per un servizio, non possono essere passati ad altri per scopi commerciali.

Se un programma viene installato la sua disinstallazione deve seguire le logiche standard e se non funziona la società che lo produce deve prendersi carico del problema.

Non dico che sia una cosa facile ma oggi tutto quello che viene fatto soprattutto in Italia serve quasi esclusivamente a dire che si è fatto qualcosa dove siamo in grado di fare poco e nulla.

Oggi dati è potere, e i 20 miliardi di Euro dell'acquisto di Whatsapp da parte di Facebook stanno a dimostrarlo.
Non aspettiamoci che siano gli Stati Uniti a fare qualcosa, chi oggi detiene il potere della rete non te lo regala spontaneamente.

E' una questione sovranazionale probabilmente l'Europa è l'unica istituzione che potrebbe combattere su questo fronte, Cina e Russia non vogliono sistemi liberi ma sistemi solo sotto il proprio controllo ma non proprio per democrazia (e con tutta la loro potenza non ci riescono più di tanto).

Allo stato attuale gli Stati Uniti sono di fatto i proprietari di Internet e i poliziotti della rete, se va avanti così dovremo farcene una ragione e sottostare alle regole che ci faranno digerire volta per volta, schedatura compresa.

 

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