Il terrore della privacy

In Italia vige il principio della massima garanzia 'teorica' a tutti i costi.
Se al tutto aggiungiamo un magistratura che deve interpretare una miriade di norme e con strumenti talvolta discrezionali, ecco un proliferare di cause al di là di ogni buon senso.

Per non parlare delle pene, se ti dò un anno di galera per aver copiato un CD (puro esempio) arriverà il futuro governo che per dire che le ha inasprite lo porterà a 2.
Alla fine escono delle sanzioni talmente esagerate che non spaventano più nessuno in quanto considerate una disgrazia incombente.

Ed ecco perchè il barista ha il terrore di aprire una rete Wifi e qualsiasi operatore ha il timore di trovarsi da un momento all'altro invischiato in una causa per essere stato troppo disponibile.

Altri effetti?

Mio figlio deve conoscere la classe a cui è iscritto per conoscere i propri libri di testo.

La scuola pubblica l'elenco delle classi sul sito ed ecco che subito viene tirata in ballo la privacy.

Conclusione, tutte le famiglie devono andare alla scuola a leggere gli elenchi attaccati al muro (che dato che può andarci chiunque non fa una grande differenza).

Nulla da dire contro la scuola che teme ad esporsi un po come il barista.

Tutto da dire contro norme falsamente garantiste e chi le ha approvate, che garantiscono solo lo status quo di un paese sottosviluppato.

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