Il closed dell’open

Una frase campeggia in ogni convegno per informatici oramai da anni, ‘il futuro è nei servizi’.
In pratica ogni azienda informatica cerca di non farsi pagare più il programma ma il servizio che da esso ne deriva, finanche azzerando il costo del prodotto.
Non che le cose siano nel tempo cambiate tanto, i gestionali, da sempre, rendono più per i contratti di assistenza che per il costo di acquisto del prodotto.
Internet pullula di iniziative ‘free’ il cui unico scopo è tentare di fidelizzare l’utente su un servizio.
Parlo dei servizi gratuiti nella prima fase che poi diventano a pagamento dopo un po, quelli che sono gratis nella versione ridotta, a pagamento per quella integrale ecc.
Se comprate un PC di fascia Home lo troverete infarcito di software demo usabile a scadenza (dall’ antivirus al programma di Office Automation).
E’ quello che io chiamo la ’strategia Autogrill’, ovvero entri per andare in bagno esci che hai comprato un salame, tutto questo per lo slalom che ti fanno fare tra i vari prodotti, che evidentemente ti invogliano all’acquisto.
E’ un sistema che funziona, ma se non ho un Autogrill oppure ne ho uno in un posto desertico, difficilmente posso ‘caldamente invitare’ l’utente all’acquisto.
Ma quali sono gli ‘Autogrill informatici’?
Il browser Internet (che ti propone i link), il Sistema Operativo (che ti propone gli applicativi), il programma che ti offre gratuitamente le mappe (e a pagamento le funzioni professionali) ecc.
Paradossalmente in Internet ci sono una quantità inenarrabile di servizi, ma gli utenti saranno disposti a pagarli?.
Sono riusciti a farsi pagare Amazon, ITune, Ebay e tanti siti porno, non ci sono riusciti Skype con gli Skypecast, Verisign con Web of Trust, Skype con gli Extra, altri ancora cercano di attirare gli utenti senza ancora capire come guadagnarci.
Un programma lo puoi copiare, un servizio no, ma è giusto che sia così, ci sono cose che oramai sono di uso comune, a mio parere non ha senso (a meno di situazioni particolari), usare un programma di videoscrittura a pagamento quando ce ne sono una serie infinita di gratuiti.
Dirò di più, perchè usare un software con codice chiuso che potrebbe spiarci, o essere un potenziale virus, quando se ne può usare uno che si sa quello che fa (con codice aperto).
Il prodotto ‘closed’ non è solo il programma eseguibile di cui non abbiamo il sorgente, ma soprattutto il software che opera remotamente via internet (siti web dinamici piuttosto che programmi che operano su server remoti sono di fatto inaccessibili).
Andiamo a vedere le offerte di lavoro in informatica (se ancora esistono), Java, .NET, PHP, Ajax ovvero tutti ambienti di sviluppo per applicativi remotizzati.

Cloud Computing.
Che bella parola, è sulla bocca di tutti, che serve una infrastruttura hardware quando puoi dipendere totalmente da un servizio esterno? I tuoi applicativi e i tuoi dati risiedono su una nuvola che non sai dove sta, cosa fa, come si muove, totalmente slegata da te.
Più sicuro, deleghi tutto lo paghi bene ma risparmi in dipendenti infrastrutture ecc.
Ma una azienda si è mai posta il problema di cosa succede se coloro in cui ha riposto una fiducia così incondizionata si rubano i dati, li proteggono male, li perdono, te li spiano, li divulgano, falliscono ecc.?
Mi si dirà basta fare dei contratti con clausole rassicuranti, e se il vostro fornitore fallisce?
E se un giorno la sua infrastruttura costa troppo, cosa ti costa ricostruire tutto su una infrastruttura diversa?
E i tuoi dati riuscirai a spostarli liberamente?
E le informazioni che avrà divulgato come potrai renderle nuovamente inaccessibili?
Ne sono straordinariamente convinto, chi delega tutto per l’illusione del mondo tutto sicuro e tutto facile molto probabilmente un giorno se ne pentirà.

Ma l’utente è così stupido da delegare tutto?, assolutamente no.
Allora guardiamo cosa è capitato con l iPhone, ovvero a mio parere l’oggetto più Closed che sia mai stato concepito.
Chi mette i suoi dati lì dentro, compra solo da Apple Store, addirittura inserisce l’hardware in questione come perno dell’infrastruttura aziendale, ha una bella fiducia!
Ed ecco che qualcuno dice ‘te la do io la soluzione trasparente’! Esce Android un bell’ Open Source tutto trasparente che coalizza un marea di aziende all’insegna del ‘palmare libero’, peccato che contiene una quantità inenarrabile di collegamenti ai Servizi Google e i programmi Linux non ci girano ma solo quelli che arrivano dal Google Store, chissà perchè!
E soprattutto chissà cosa ha da guadagnarci Google!
Oggi sento che Microsoft vuole fare altrettanto con la sua piattaforma su palmare aprendola in una straordinaria ‘operazione trasparenza’.

E quindi che fare …
Io farò così, mi affiderò a servizi ‘delegati’ solo quando assolutamente indispensabili o davvero ineguagliabili.
Non appoggerò mai tutto su un unico fornitore cercando di favorire chi aderisce agli standard, meno legami meno dipendenze.
I contatti, l’agenda, le Email, restano sul mio PC.
I programmi che uso saranno, quando possibile sui miei computer, e quando possibile totalmente Open Source.
Quando userò programmi gestionali Closed pretenderò di avere i dati sempre su Database in forma standard ed accessibile.

Saresti disposto a costruire sul campo del vicino che ‘per ora’, e a sua totale discrezione, te lo presta gratis (poi un giorno deciderà se e quanto fartelo pagare) ?
Per farci la cuccia del tuo cane sì, per costruirci la tua azienda dovresti essere un pazzo!

Attenti ai servizi e all’ Open che Open non è!

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