Prospettive e timori per l’informatica italiana post elezioni

Rispondo a un post di Hal sulla lista no 1998.org che ha scritto:

> …
> Silvio Berlusconi ha incontrato il presidente di Microsoft Italia, Umberto Paolucci. Nel corso del
> colloquio si è anche parlato del piano di digitalizzazione della
> pubblica amministrazione, più volte prospettato da Berlusconi nel corso
> della campagna elettorale delle opportunità di investimento nel segmento
> del Pmi.

bah .. vedremo come andranno le cose. Spero solo (e spingerò per questo) che non siano posizioni di vassallaggio ..
Abbiamo in Italia tutte le competenze per imporre scelte informatiche di buon senso (Linux e non), non sono a fare il processo alle intenzioni vedremo i risultati, non vorrei si finisse come i contadini una volta che si facevano dire gli antiparassitari da usare da quelli che li vendevano (ovviamente fornivano quello che a loro faceva più comodo).
Che si faccia qualcosa per informatizzare la pubblica amministrazione non è male ma che ci vuole una regia utile, fatta da persone giovani e competenti e non da vecchi baroni non aggiornati e che si crei un tutto ‘organico’.
Non deve essere una posizione imposta dall’alto, che diventi solo una montagna di soldi buttata al macero per generare una struttura che nessuno usa.
Il problema è che prima occorre creare i presupposti, es. perché non usano la posta ‘certificata’ ? Semplicemente perché manca il principio di responsabilità, non manca la teconologia mancano i presupposti per usarla.
Lucio Stanca non è un cretino vedremo se sarà lui e come si muoverà, non concordo su tutte le sue idee ma se guardiamo ai fatti non si può dire che sia uno schiavo di Microsoft (oltretutto è un ex IBM, che sappiamo come è schierata)

http://punto-informatico.it/p.aspx?i=381404
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=312212

Attenzione .. se leggete il secondo articolo per chi non lo sapesse Angelo Raffaele Meo è un grande sostenitore dell’ Open Source, se uno vuole imporre decisioni da una certa parte non gli assegna una responsabilità di questo tipo. Il problema non è se anche Microsoft partecipa per me non rappresentano ‘il male’, penso sia un partner che ha delle potenzialità.

L’importante non è il fornitore, ma come lo si gestisce. Finché siamo alle parole limitiamoci a stare in allerta e cerchiamo di far capire a Stanca o chi per lui cosa desidera chi ha competenza nel settore. Per ora stiamo in allerta, vedremo i fatti …

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